Non mi contengo…
Maledetto me e la Feltrinelli….
Basta, non ci debbo più metter piede… sto facendo ancora più ricco il proprietario….
Certo, direte voi, è tutta cultura, ha il suo fascino, il suo peso… e la leggerezza del portafoglio quando esco? Ne vogliamo parlare? Vi resta indifferente tale affermazione perché tanto i soldi sono i miei? No no, non si fa così!
Andando oltre… cosa ho comprato? Di tutto di più, dalla filosofia al libro di Veronesi “Caos Calmo” (non ho ancora visto il film infatti).
Per i dettagli vi rimando al mio spazio su anobii, nel quale potete curiosare nella mia (parziale) libreria 2.0.
Saluti libreschi
Maledetta me e la Melbookstore! Ho comprato Castelli di Rabbia di Barrico,m’hanno detto che è splendido,e La principessa che credeva nelle Favole di Marcia Grad…e il sottotitolo di quest’ultimo sai qual’è?Come liberarsi dal proprio Principe Azzurro..:-D ahah! certo che cozza un pò col titolo del mio blog..sono un genio del male!!!:-D
Ottima scelta quella di caos calmo, ottima quella di sara…in castelli di rabbia c’è il miglior baricco. ma ora i miei occhi ciondolano sulle pagine di erri de luca, li ho comprati tutti i suoi libri, tutti in un giorno e pian piano li sto leggendo… poi passerò a amelie nothomb … poi a saramago… mi aspettano tutti dopo aver speso un capitale 😉 🙂
ciao marco
alla prossima
ultimi libri comprati:
Alejandro Jodorowsky “Il passo dell’oca”; Stephen J. Gould “Risplendi grande lucciola”; Daniel Pennac “Diario di scuola”. Il primo perchè è surreale e acuto, il secondo dopo una discussione a casa mia sulla teoria dell’evoluzione, il terzo per interessi didattici e, nonostante non ami moltissimo Pennac, direi che il libro merita: lo consiglio a tutti gli insegnanti per capire la “fenomenologia” dei cosiddetti somari ; )
@Sara: più che senza ritegno, sei senza speranza… affettuosamente parlando, ovvio!
@zucca: Baricco ho avuto modo di apprezzarlo ma non m’ha mai catturato. Spendere i soldi per i libri non è mai male, anzi, sono pezzi che arricchiscono il nostro essere-nel-mondo
@paola: intanto, a-ri-benvenuta. Conosco solo Pennac tra i tre libri che mi hai scritto; mi incuriosiva il primo però, cercherò di approfondire meglio. Pennac ero realmente tentato di acquistarlo ma non lo feci per paura di ritrovarmi il solito polpettone didascalico (appunto…) sull’insegnamento. Se continui a consigliarmelo però….
…continuo a consigliartelo perchè è poco polpettone, poco didascalico, molto scorrevole e molto “real life”.
Visto che ci sono, ad insegnanti, pedagogisti, psicologi, psichiatri e filosofi (e tu rispondi a quasi tutti questi appelli ; ) consiglio davvero caldamente “L’epoca delle passioni tristi” Miguel Benasayag e Gérard Schmit (Feltrinelli-è un saggio e non un romanzo): per una prassi governata dalle “passioni gioiose” e fondata sulla relazionalità. Forse il libro più bello che ho letto negli ultimi mesi, tanto che a natale volevo regalarlo a tutti!
a presto
@paola: segno tutto io, grazie dei consigli 😉