paroliamo

Qual è il potere delle parole? Perché possono farti star malissimo o, al contrario, portarti in estasi? Cosa fa differire un “ti amo” da “questa storia prima o poi finirà”? Solo un fattore numerico, di combinazioni alfabetiche possibili o c’è altro? Quest’altro è in noi o fuori di noi? Sono sensazioni o stati d’animo a cui noi con difficoltà vi cerchiamo giustificazioni di facciata, così da non soffrire più di tanto? Appartiene all’uomo il potere di governarsi o è la sofferenza rappresenta l’unico scorcio di umanità nel grande sogno di Dio in cui noi viviamo ignari?
Se il mondo è parola parliamo onesti e semplicemente chiediamo alla grammatica della vita di risparmiarci la sofferenza dell’errore

Paroliamo

Paroliamo

Marco Caporicci

"Per grazia di Dio sono uomo e cristiano, per azioni grande peccatore, per vocazione insegnante della specie più misera, precario di scuola in scuola"

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Una risposta

  1. Anonymous ha detto:

    La tua riflessione è molto bella e molto poco banale…soltanto non credo moto nel finale ottimista: è davvero possibile parlare onestamente? Anche senza mettere in gioco l’onnipresente psicoanalisi…siamo davvero in grado di governare le nostre parole e le emozioni che esse veicolano? E alla vita è davvero sottesa una grammatica che renda comprensibile il suo linguaggio per l’uomo?

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